Domani è un altro... Sogno!

E’ una sera incantata!
Una di quelle di sere capaci di rovesciare l’ordine delle cose, una di quelle che puntano dritto al cuore, quando meno te lo aspetti, quando credi di essere al sicuro perché la giornata sta per volgere al termine e non c’è più nulla che possa turbare la tranquillità di un attimo così ben disegnato.
Una luce appena accennata accarezza me e mio figlio, regalando ai nostri volti una pace quasi innaturale, come quella che solo pochi straordinari pittori sanno dipingere, giocando con il chiaro scuro e certe sfumature che appartengono più all’anima che ai colori nudi e crudi. Così, distesi sotto un soffice e caldo piumone che protegge la nostra intimità, parliamo sottovoce. Perché è solo così che una madre può amare un figlio: sottovoce.

E’ una sera magica, una di quelle sere che ti fanno sentire, urgente, il bisogno di una favola.
Come mi avesse letto nel pensiero, Lorenzo mi prende per mano e mi porta nel suo mondo.
Là, dove con alcuni compagni di classe, durante la ricreazione dopo il pranzo, quella lunga come la chiama lui, si sono messi alla ricerca del Mantello. Ora ne sono certa, è proprio una sera incantata!!!
Lorenzo prosegue. Ogni giorno, lui e i suoi piccoli amici esploratori, raggiungono il giardino della scuola e si mettono all’opera. D’altra parte non ci possono essere dubbi sulla sua esistenza. Lo ha detto la maestra, qualche lezione indietro. Tra il nucleo e la crosta della Terra c’è una parte intermedia: il Mantello. A loro non resta che scavare e trovarlo!
Dalla finestra della mia razionalità, improvvisi, entrano freddi spifferi di apprensione: Lorenzo ma che fate? Ma non si fa!!! E se vi vede l'insegnante? Vi sporcate! Ma come ci pensi che troverete il Mantello della Terra?
Come per mettere a tacere i miei pensieri, Lorenzo rimbocca il piumone su di noi. E in quel tepore ritrovato, mi perdo definitivamente, senza fare più alcuna resistenza.
Guardo Lorenzo e non posso fare a meno di pensare a Shakespeare. E’ fatto davvero della stessa materia dei sogni, come tutti i bambini!
Sognare per loro è una cosa seria, basta osservare la convinzione delle loro espressioni per rendersene conto.
E’ la vita piuttosto, che ad un certo punto ci pizzica ripetutamente con esperienze pungenti, fastidiose, dolorose, per il semplice gusto di destarci. Così, finiamo per credere, che i sogni siano sciocchezze, che dobbiamo imparare a convivere con i pizzicotti, che tra crosta e nucleo non ci sia nulla da cercare. E invece Lorenzo e i suoi compagni hanno ragione. Anzi no, Ragione non è un termine che voglio assolutamente utilizzare in questo caso. Lorenzo e i suoi compagni hanno piuttosto coraggio, voglia di andare oltre, desiderio di cercare, hanno una lezione da insegnare a tutti noi adulti ormai lividi ed emaciati da milioni di ripetuti pizzicotti. E’ così!
Ripenso alla mia esperienza, ai quindici anni trascorsi a fare un lavoro che invece di far venire alla luce il mio sogno, non ha fatto altro che buttarci terra sopra, giorno dopo giorno, fino a sotterrarlo definitivamente. Altro che scavare. Eppure abbiamo a disposizione una prova così semplice e intuiva. E’ il sorriso con cui facciamo quello che ci piace a dirci tutto. Se non c’è il sorriso allora devi ancora scavare. Perché han detto bene loro, quelle piccole canaglie. Bisogna prima scavare, trovarlo quel sogno, riportarlo alla luce. Solo allora puoi far di tutto per realizzarlo!
Quando non ho più avuto il mio sicuro lavoro da dipendente, senza rendermene conto mi sono messa in un incredibile stato di ascolto. Allora il mio cuore si è fatto sentire, mi ha detto tutto quello che da tempo non aveva più avuto il coraggio di riferirmi. E come per magia, davanti ai miei occhi, han cominciato a passare opportunità, treni, occasioni. O forse tutto quel traffico c’è sempre stato, ma non ero in grado di vederlo, perché non avevo ancora trovato il mio mantello.
E allora te ne stai lì in piedi, alla stazione della tua vita, sapendo che ora tutto è possibile, puoi andare dove vuoi, dipende solo da te.
E solo Dio sa quanto ti tremano le gambe.
Perché non basta vederlo il treno della felicità. Ci devi saltare sopra, e questo fa paura!
Quante volte mi sono chiesta se ne sarei stata capace, se sarei riuscita ad affrontare tutte le sfide e le prove che inevitabilmente avrei incontrato lungo il mio cammino. Rimani immobile, cerchi di convincerti che tanto ne passerà un altro, che puoi aspettare il prossimo. Ma questo dipende spesso dal fatto che siamo abituati a viaggiare troppo pesanti. Ci portiamo inutilmente dietro un sacco di robaccia.
Così, davanti a quel treno, quel giorno, ho preso fiato e di tutti quegli insulsi bagagli, ho scelto di portare con me soltanto il necessario: una valigia di umiltà, una di amore e un piccolo cassetto, quello dei miei Sogni.
Ho lasciato a terra paure, frustrazioni, sfiducia e tanti di quei sporchi e stropicciati pensieri da non credere di essere riuscita a portarmeli dietro per così tanto tempo. E quando il treno della felicità comincia a muoversi te ne accorgi subito, perché non puoi fare a meno di sorridere!
Lorenzo nel frattempo si è addormentato. Grazie Amore mio, per questa favola, per questa lezione, per questa sera incantata!
Tra poco è Natale e penso che sotto l’albero di mio figlio, come regalo, ci starebbe davvero bene una piccola pala che rammenti ad entrambi che bisogna sempre scavare per trovare il mantello della terra, il Sogno della Vita.
Come so che è una buona Idea? Se vedeste il mio sorriso, lo capireste anche voi…

La mattina mi sveglio e mi accorgo di non aver sognato durante la notte, il mio sogno posso viverlo alla luce del giorno. Che gran bel giorno!
Mi metto all’opera e preparo perché avrò ospiti in serata. Una bella cena in compagnia, alla fine della quale sento esclamare la mia amica Simona: “Questa torta è un Sogno!!!!
Annuisco e mentre le mie labbra hanno ancora la forma di un sorriso spontaneo, le bisbiglio all'orecchio: Si Simona, è un sogno che merita uno strumento adeguato!
E sfilandole il cucchiaino dalle mani, le porgo un bel cucchiaio, così, scavare dentro quel sogno di cioccolato le sarà più semplice…

Ingredienti:
120 gr di cioccolato fondente
125 gr di panna acida
150 gr zucchero di canna fine
300 gr di farina 00
un pizzico di sale
3 cucchiai di cacao amaro
1 cucchiaino bicarbonato
120 gr di burro morbido
200 gr di zucchero
2 uova intere
175 ml di acqua

Per la farcitura:
panna
fragole
o....quello che più vi piace!!!!! è il vostro Sogno Non Dimenticatelo!!!

Prima di iniziare, accendere il forno a 180°C.
Prendo il cioccolato fondente, sempre un po' di più della quantità degli ingredienti, perché non posso esimermi dal “controllo qualità” ahahahahah, dopo averlo ampiamente e goduriosamente assaggiato, spezzetto il restante e lo metto in un pentolino insieme alla panna acida e allo zucchero di canna. Se non trovate la panna acida, io qualche volta ho preso metà quantità di yogurt greco e metà di panna fresca, aggiungo qualche goccia di limone, mescolo e lascio in frigo qualche ora, questo è il mio “Sostituto Panna Acida” salvaricetta!!!
Collocate il pentolino a bagnomaria a fuoco basso mescolando spesso e aspetto che tutti gli ingredienti siano sciolti e amalgamati.
Il profumo inonderà completamente la vostra casa e quella dei vicini, quindi occhio agli inconvenevoli!!!!!!!!!!
Nel frattempo in una ciotola setacciate la farina, il cacao, il bicarbonato e il sale. Mettete il burro morbido nella ciotola dell'impastatore e iniziate a far andare la frusta finché non sarà bello spumoso e montato.
Unire lentamente lo zucchero e successivamente, uno alla volta, i tuorli.
E adesso mi raccomando, abbassate la velocità dell'impastatore e aggiungete piano piano la farina alternata all'acqua, in più volte.
Finita la farina e l'acqua, spegnete il vostro mescolatore, ora si va di spatola e di movimenti morbidi e amorevoli dal basso verso l'alto!!!!
Non vorremo mica sbagliare movimento e rovinare il nostro Sogno!!!!!
Quindi, aggiungiamo il composto di cioccolato, zucchero di canna e panna acida sciolto nel pentolino e successivamente le chiare montate a neve.
Ora non ci resta che mettere nella placca imburrata o rivestita di carta forno e infornare per circa 30 minuti. Il tempo di cottura è da controllare sempre!!! Quindi, dopo essere stati incollati al vetro del forno a guardarla per mezzora e dopo avere inalato la magica essenza della cottura, prendiamo uno stecchino lungo, apriamo leggermente la porta del forno, quel tanto poco, che mi consente ogni volta di bruciarmi con la resistenza superiore, infiliamo al centro lo steccone ed estraiamolo, se è asciutto e non ha residui umidi di torta.....è pronta!!!!
Sforniamo e lasciar raffreddare prima di sformarla dallo stampo.
Una volta fredda, io la taglio centralmente in due dischi e mi preparo la panna fresca montata che zucchero leggermente e alla quale aggiungo dei semini di vaniglia.
Prendo le fragole che ho già preparato a cubettini con un po' di zucchero e una spruzzata di limone.
Ora son pronta a farcire il disco inferiore, lo appoggio su un vassoio o piatto di portata, metto uno strato di voluttuosa e soffice panna fresca montata che farà da letto ai dolci cubettini rossi e goduriosi di fragole.
Ricopro con il disco superiore e livello bene. Poi, inserisco dell'altra panna montata nel sac à poche e decoro tutta la superficie esterna!!!
Appoggio qualche fragolina intera qua e là e la mia Torta Sogno è diventata concreta, talmente tangibile che ora è...a portata del nostro cucchiaino!!!...Ops...Cucchiaio!!!!!!

Illustrazioni di Claudia Palmarucci
Animazione di Michele Rocchetti

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