Fragile come una frolla... Ovis Mollis

Un giorno un grande uomo, uno chef, mi ha detto che il piatto in cui maggiormente si identifica sono le ostriche!!
Che strano, ho subito pensato, proprio un alimento che per gustarlo appieno bisogna mangiarlo crudo, bisogna assaporarlo così com’è, senza troppi artifici, giusto una spruzzatina di limone o meglio anche senza!

Ma no invece, non è affatto strano nell’ostrica, lui vede rappresentata l’essenza della vita: fuori dura, coriacea, grigiastra se vogliamo anche bruttina, ma se si ha il coraggio di aprirla di vederla da vicino di annusarla si scopre un mondo pieno di riflessi colorati, di sfumature, un giaciglio morbido e accogliente e se si ha tenacia puoi trovarci dentro anche un tesoro!!
Così, riassumendo, può capitare che un giorno ti senti pirla, ma se poi vai a fondo e vivi fino in fondo ti senti una perla!!!!
Credo funzioni proprio così un po’ per tutti, un giorno sei perla e il giorno dopo vai a cozzare contro una dura corazza e ti senti pirla!
Perché a volte basta poco: torni a casa con l'auto e anche uno che ti molesta con il clacson perché non sei partita a razzo al verde di un semaforo ti fa perdere il tuo già precario equilibrio!!

Come è successo quel giorno, in coda allo sportello per il ritiro del risultato della risonanza magnetica di controllo, prendo la busta e come nelle trasmissioni televisive, ho meditato se aprirla o lasciarla chiusa per un po'....poi l'ho aperta...acciderbolina!!!! Il risultato non era così pessimo, lesioni non aumentate e quelle esistenti non avevano assorbito il liquido di contrasto, quindi, non erano attive, tutto fermo e dormiente mi son detta!!!!
Allora, presa dallo spirito dell'essere perla, vado alla ricerca della neurologa tanto per farmene dare conferma, prima la cerco al quinto piano nel reparto, poi mi rimandano al piano terra negli ambulatori, non mi importa a quel punto di salire e scendere nell'ascensore, potrei anche fare il tour completo dell'ospedale, avevo in mano un trofeo, mi sentivo quasi da podio!!!
E allora busso titubante alla porta della neurologa, non si sa mai, magari la disturbo e presa dalla rabbia mi strappa di mano quel trofeo, no no io me lo voglio tenere stretto, l'ho conquistato con tanta fatica fatta di iniezioni tre volte la settimana, interferone ad alto dosaggio lo chiamano, tanta sofferenza, almeno un posto sul podio!!!!
Mugugna qualcosa, apro un pochino la porta, quel poco che basta per infilarci la testa e con un bel sorriso dico: posso Dottoressa? Ho ritirato proprio adesso il referto della risonanza magnetica può dargli un'occhiata???
Non era felice di vedermi ma ormai a passo da Perla, entro!!
Legge in silenzio, sul volto l'espressione seria, lo sguardo sotto agli occhiali da vista calati sul naso scorreva sulle parole stampate del foglio, poi mi guarda e mentre io aspettavo mi confermasse il posto sul podio, mi dice: Signora non deve essere molto contenta di questo referto, questa volta è così (così come? Le volevo dire!!! Positiva...lo dica...positiva!!!), la prossima sarà sicuramente diversa, peggiorata, vede...la Sclerosi Multipla è così...una volta le può andare meglio ma la prossima no!!!! Giuro che avrei voluto sbattere la testa contro un Frecciarossa al massimo della velocità piuttosto che sentire quelle parole.
Ma non perché non so cosa sia questa malattia e quanto possa essere imprevedibile il suo percorso, di questo sono fin troppo consapevole, ma non riuscivo proprio a capire quella reazione che ho percepito quasi ai limiti della malvagità!!!
Capisco che il suo è un lavoro, capisco che ne vedrà così tanti di pazienti che io in quel momento ero solo un numero, capisco orari, problemi vari e forse anche lei quel giorno era stata molestata da un clacson ad un semaforo e si sentiva magari….un po’ pirla!
Ma per quanto potessi cercare delle giustificazioni al suo comportamento dalla bocca mi esce un “Ah!”
Non so che espressione potesse avere il mio viso in quel momento, ho ripreso la busta vuota e il suo contenuto e me ne sono andata così, credo per la prima volta in vita mia, senza ringraziare, senza salutare.
Mentre camminavo verso il parcheggio dell’ospedale, sentivo che il mio passo era sempre più pesante, ero stanca, mi sentivo come se da un momento all’altro mi fossi potuta sgretolare: e ti credo con quella mazzata!!!!
Allora mi sono seduta su una panchina, lì avanti alla porta d'ingresso dell'ospedale, e pensavo che non avevo proprio la forza di forzare le valve dell’ostrica per cercare di aprirla ed assaporare qualcosa di bello, di buono, di soffice.
Ecco in quel momento io ero come un biscottino ovis mollis, basta prenderlo in mano appena sfornato che puff, si disfa, perde la sua bella forma e non rimangono che briciole da spazzare via.
La fragilità, basta un attimo di impazienza, basta un punto di vista diverso che non rimangono che briciole!
(Però poi pensi....ma sono io il pirla o l'avversario che mi ha fatto lo sgambetto???????)
Riprendo la busta, la riapro e rileggo il risultato della risonanza: OHHH è positivo c’è poco da fare, sono stabile, non mi sto sgretolando, sono stabileeeeee!!!!!! E quindi ho riletto di nuovo e poi ancora e più lo rileggevo e più sentivo ricompormi e allora ancora lo rileggo e più lo rileggevo e più mi sentivo come un ovis mollis che viene immerso nel cioccolato creando una protezione dolce e croccante, come un gustoso guscio protettivo!!!

Allora penso anche che quei momenti di fragilità mi fanno comprendere invece la grande ricchezza, perchè non mi fermo inerme a subirla, la vivo e ne esco vincitrice!!!
E così decido di gustarmi questa fragilità!!!

Torno a casa e come faccio sempre in questi casi corro in cucina e voglio rendere tangibili al gusto e al tatto tutte le sensazioni provate quel giorno, decido di rendere meno fragile la fragilità, di renderla visibile così che tutti ne possano godere.
Come?

Semplice: prendo un pentolino ci metto l'acqua e lo metto sul fornello, quando bolle apro il primo uovo e separo l'albume dal tuorlo e verso quest'ultimo nell'acqua in ebollizione, faccio così anche per la altre cinque uova (con gli albumi posso sempre fare la meringa della Ricetta della Felicità “In fondo è...un'infusione...” o delle meringhette che la mia amica di sempre Ale adora!!!).
Lascio i tuorli nell'acqua per sei minuti poi li scolo e li passo al setaccio.
Prendo una ciotola ci metto dentro 200 gr di ottimo burro morbido e 100 gr di zucchero fine tipo zefiro e lavoro velocemente.
Aggiungo i tuorli passati al setaccio e la buccia grattugiata di limone mescolo bene poi aggiungo un pizzico di sale e 300 gr di farina 00.
Continuo velocemente ad amalgamare gli ingredienti, non devo far sciogliere e surriscaldare troppo la frolla quindi procedo rapidamente.
Formo un panetto che avvolgo nella pellicola e metto in frigo.
Dopo un paio d'ore “lo esco” (direbbe Chef Tano Simonato) e taglio una fetta, formo un filoncino da cui ricavo dei bastoncini lunghi circa di un 7 cm che dispongo in una placca ricoperta di carta forno.
Per alcuni invece formo un filone più grande da cui taglio delle fette di circa 1 cm e le avvolgo a pallina a cui faccio una pressione con le dita al centro, così avrò un letto per accomodare un ciuffetto di ottima marmellata di amarene di mia nonna e finita l'operazione metto la placca di nuovo in frigo per un'oretta.
Intanto accendo il forno a 180°.
Quando il tempo in frigo sarà trascorso, inforno per una decina di minuti.
Li tolgo dal forno e li lascio freddare qualche ora perché se li tocco caldi..... sono talmente fragili che ne rompo la metà!!!!
e... io non voglio che la fragilità rovini tutto!!!!!
A quei bastoncini consento un bagno a metà nel cioccolato fondente sciolto, per poi passarli immediatamente ad uno ad uno nello zucchero semolato così rimangono belli croccanti, dolci e gustosi...e li faccio asciugare su un foglio di carta forno.

Ah se poi il cioccolato non viene utilizzato tutto e guarda caso ho delle fragole a disposizione, stesso servizio anche per loro bagno nel cioccolato e poi passaggio nello zucchero semolato!!

Appena asciutti, non mi rimane che telefonare alle amiche per un the e gustare insieme quella fragilità ...tra una chiacchierata e un sorriso!!!

Un ringraziamento speciale a Paoletta Anice & Cannella per questa ricetta che faccio e rifaccio da anni

Foto e Video by Vanessa Illi

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