La Lasagna... fugit irreparabile tempus

Quel giorno a pranzo eravamo tutti insieme, seduti attorno al grande tavolo, lo stesso che per tanti anni ci ha visti ridere, piangere, parlare, litigare e riappacificarci, ma soprattutto ci ha visti crescere, anno dopo anno, domenica dopo domenica, forchettata dopo forchettata....

Un pranzo durante il quale ogni sapore ti riporta all'infanzia, ogni profumo ti fa rivivere una quotidianità lontana, un po’ come succede ad Anton Ego nel film Ratatouille, solo che la mia di forchetta non cade, ciò che cade è il mio sguardo, cade su ognuno dei miei commensali, mentre il mio cuore ripensa a chi non c’è più. Mi perdevo ad osservare i loro visi pieni di soddisfazione nell’assaporare quella deliziosa Lasagna, costituita da tanti strati succulenti; alcuni strati croccanti e con poco sapore, altri più saporiti e avvolgenti con aromi decisi che ti scuotono, altri lievi e delicati che ti cullano. Ogni strato è un anno che passa, un’esperienza vissuta che ci accresce e che arricchisce il nostro essere.

Così la mia mente torna a qualche ora prima, quando 800 gr di farina erano disposti a fontana sulla spianatoia e mentre con la mano destra formavo sulla cima una culla che potesse accogliere 8 uova intere. Gesto che mi riporta alla prima volta, quando lo avevo fatto con la mia bisnonna e la mia nonna materna, quelle uova trovavano sempre il modo di liberarsi e di scorrere gloriose fuori dalla farina con la quale, invece, dovevano abbracciarsi per creare un corpo unico, morbido e resistente. Le risate e il corri corri generale con la forchetta per cercare di non far cadere tutto sul tavolo, era qualcosa di adrenalinico, soprattutto per me che non avevo la loro manualità, ed ero stata messa in piedi sulla sedia per poter gestire meglio la situazione.
All’epoca le uova andavo io a raccoglierle dietro casa, percorrevo una stradina di sassetti bianchi, per poi arrivare lì e vederle appena deposte. e sempre io quella volta dopo aver preso le uova non avevo chiuso bene il cancelletto e le galline………viaaaaaaa a fare un bel giretto, e sempre io correndo felice verso casa con il mio prezioso bottino avevo rotto almeno due uova!!! E le nonne? In un primo momento avrebbero voluto sgridarmi, ma poi mi rassicuravano, non riuscivano a far altro che guardarmi con gli occhi pieni d’amore, quell’amore incondizionato che solo i nonni riescono a trasmetterti, lo stesso che oggi rivedo negli occhi dei miei genitori nei confronti di mio figlio. Chissà quante rughe di felicità o di preoccupazione hanno solcato i loro visi proprio a causa o per merito mio?
Intanto visto che la pasta è pronta e sta riposando, prendo una padella e ci metto a scaldare dell'olio extra vergine di oliva, tassativamente quello di nonno!! Avvicino il palmo della mano al fondo della padella e sento che è ben caldo, quindi inserisco: cipolla, sedano e carote a piccoli cubetti.
A questo punto aggiungo la carne macinata che, non appena viene a contatto con il soffritto, comincia a sfrigolare. Ah, che bella sensazione! Mi sembra di sentire il calore dell’abbraccio dei miei famigliari quando mi vennero a trovare a casa, dopo la nascita di Lorenzo, di quegli abbracci che ti rasserenano, che ti calmano, ma che nello stesso tempo ti rendono scoppiettante. Erano diventati tutti nonni, i miei genitori per la prima volta e i miei nonni, quel giorno erano diventati bisnonni!!!! Chissà se hanno per un attimo pensato a quanti anni erano passati dal giorno in cui ero nata io, e mi avevano guardata per la prima volta, rossa in viso e dall'espressione arrabbiata. Quanti eventi si sono succeduti, da quel giorno, nella nostra famiglia e forse in quel momento nonostante avessi in braccio il mio topo ed ero diventata mamma, mi vedevano ancora piccola, giovane e fragile!
Sfumo la carne con del vino e adesso è pronta ad accogliere una bella bottiglia di passata di pomodoro. Passata fatta in casa alla fine dell’estate, quando i pomodori sono così rossi, succosi, dolci e maturi, pronti per un tuffo in acqua bollente, per poi essere sbucciati, passati e successivamente cotti in bottiglia con una foglia di basilico. Lascio cuocere il ragù a fuoco lento per almeno due o tre ore e aggiustandolo di sale ci aggiungo anche qualche chiodo di garofano.
Nel frattempo prendo il mattarello, adesso non si scherza più!!! Mentre cerco di stendere la sfoglia, mi appare il ricordo della mia bisnonna. È bellissima con i capelli canuti raccolti in uno chignon, le rughe che sembrano quasi ornarle il viso e lo sguardo severo e concentrato sul suo lavoro. Io, lì vicino, osservavo incantata le sue mani che eseguivano con maestria un movimento ritmico e preciso, passando dal centro alle estremità del mattarello, arrotolandovi la sfoglia tutta intorno e poi con un gesto deciso la srotolavano, fino ad ottenere un risultato perfetto: un velo di pasta trasparente e rotondo.
La mia sfoglia è più o meno, molto meno anzi qualcosa di vagamente simile alla sua!!!
Una volta tirata la pasta procedo a tagliarla a losanghe, che poi immergo nell'acqua bollente arricchita con un filo di olio. Le lascio in ebollizione due minuti, giusto il tempo di farle tornare a galla, una volta scolate le metto in un contenitore con acqua fredda e poi ad asciugare e raffreddare su di un canovaccio bianco appoggiato sul tavolo della cucina.
Ora ho tutto pronto, anzi no, prendo il parmigiano grattugiato nel frigo, la pirofila imburrata e la besciamella e adesso posso iniziare a comporre tanti strati, di bontà! Inizio con del ragù, un cucchiaio di besciamella, una spolverata di parmigiano e inserisco le sfoglie a coprire tutta la superficie, altro strato di ragù, una bella cucchiaiata di besciamella, di nuovo una bella manciata di parmigiano e ancora uno strato di pasta....proseguo fino a che la pirofila non ha abbastanza strati da potersi definire bella appagata.
Concludo con una lauta spolverata di parmigiano e besciamella per poi mettere il tutto in forno preriscaldato a 180°C, fino a che la superficie della lasagna non sia ben cotta e gratinata.
Che bello stare con gli occhi incollati al vetro del forno in funzione, sembra quasi di stare a guardare un bel film in TV! Si, perché i piatti cotti al forno ti danno la concreta sensazione del tempo che passa, ti accorgi di come man mano che cuociono varia il loro colore, di come i vari ingredienti si vanno a fondere e a confondere l’uno con l’altro. La cottura al forno ti fa toccare con mano l’idea di come tutto intorno a noi si trasformi e di come tutto, noi compresi, divenga continuamente: un attimo dopo non siamo più quelli dell’attimo prima!
Questa Lasagna che si sta cuocendo davanti a me, mi fa pensare con una tale intensità al continuo fluire del tempo, che ogni strato che la compone mi sembra un anno della nostra vita. Un anno dopo l’altro, l’uno che si posa sull'altro e tutti insieme vanno a comporre il nostro essere, il nostro vissuto. Così come le rughe sul viso della mia bisnonna, ogni ruga custodiva in sé un sorriso, una lacrima, un dolore, una gioia. Ogni ruga è sì un segno, ma è soprattutto qualcosa che ci arricchisce nello spirito, proprio come fa ogni strato della Lasagna, ognuno di loro la accresce e la rende ricca di sapore.
Si, è vero, il tempo fugge e la sua corsa è inarrestabile, inesorabile, non possiamo fermarla, né tantomeno farla arretrare. Forse, noi, però, potremmo fermarci a pensare a quanto il passaggio del tempo che indubbiamente tanto ci toglie in bellezza, in vigore fisico e spesso negli affetti ci dona in conoscenza, in saggezza in un saper guardare oltre ciò che appare!!!

Ingredienti per la sfoglia:
8 uova intere
800 kg farina 0

Ingredienti per il ragù:
olio EVO
carota, cipolla, sedano a dadini
carne macinata mista: maiale, vitello e pollo
sale qb
chiodi di garofano
vino
passata di pomodoro

besciamella
parmigiano grattugiato (stagionato almeno 36 mesi come “Vito il mio Salumiere” Docet!!)

Un ringraziamento speciale va alla Famiglia Perini che ha messo a disposizione la location delle foto e del Video.

Foto e Video by Vanessa Illi

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